Castel Moos » Il castello Moos ad Appiano

Castel Moos-Schulthaus

Da torre abitativa a residenza di caccia

 

Verso la metà del XIII secolo la casata dei Rottenburger costruì una torre abitativa in stile romanico sopra Appiano in località Pigenò.

Intorno alla metà del XIV secolo la torre fu ampliata e trasformata in una residenza di caccia gotica. Dopo l’estinzione dei Rottenburg nel 1410, il complesso passò prima nelle mani dei principi e più tardi, come feudo ereditario, ai signori di Firmian e intorno al 1500 ai Conti Spaur che lo trasformarono ulteriormente.

Seguirono come castellani i Gerstl di Gerstburg, fino al 1600 i signori di Tann e infine EustachiusLanser, in seguito al quale Moos, a causa di un matrimonio, passò ai nobili di Schulthaus, nelle cui mani rimase fino alla metà del XIX secolo.

Questo intenso cambio di proprietà e con esso di misure architettoniche causa una speciale fusione di elementi costruttivi collegati fra di loro, di intricati locali situati su livelli diversi e non per ultimo di caratteri stilistici di epoche diverse.

Nel 1958 Walther Amonn, commerciante bolzanino e mecenate, comprò il complesso, utilizzato fino ad allora per fini agricoli. Lo fece restaurare con grande dispendio di denaro e lo arredò con oggetti artistici di epoche diverse, artigianato artistico folcloristico e anche con una collezione di quadri di artisti tirolesi contemporanei. Infine rese accessibile al pubblico il complesso nell’ ambito della” Fondazione Walther Amonn”. Le proprietà della fondazione vengono oggi gestite dall’associazione “Südtiroler Burgeninstitut”.

Degni di attenzione sono soprattutto gli affreschi dei locali che formano un esempio unico di pittura murale profana gotica e danno un’idea della vita e della filosofia dell’epoca: viticci, melagrane e un unicorno nell’appartamento della padrona del castello; il cosiddetto “mondo alla rovescia” con la guerra dei gatti e dei topi, un albero fallico, giocolieri, giullari nel salone di ricevimento; scene di caccia o rappresentazioni farsesche per i partecipanti, per lo più maschi, a una battuta di caccia.

Anche il mobilio non corrisponde sempre all’arredo originario, tuttavia trasmette l’idea di una cultura abitativa di epoca medioevale e moderna con la cucina gotica, la stube tardogotica e la stanza da letto rinascimentale.